Cerco social media manager: ma chi mi cura il sito?
- info3690805
- 3 dic 2025
- Tempo di lettura: 6 min
“Cerco social media manager” è ormai il nuovo “cerco qualcuno che mi sistemi un po’ la comunicazione”. Annuncio su LinkedIn, due stories su Instagram, tre messaggi WhatsApp e ti ritrovi sommerso da CV, DM e improvvisati geni del digital che “fanno tutto loro, tranquillo”.
Nel frattempo però succede una cosa buffa: tu investi su contenuti, reel, campagne… e quando finalmente l’utente clicca sul link in bio e arriva al sito, trova:
una homepage lenta;
un menu incomprensibile;
una grafica del 2010;
moduli contatto che non funzionano.
Risultato? Il social media manager magari fa il suo, ma il web designer non c’è. E la baracca perde pezzi proprio al traguardo.

Cerco social media manager: perché oggi tutti vogliono “quello dei social”
Partiamo dal contesto. In Italia, a inizio 2024, ci sono circa 42,8 milioni di utenti social attivi, pari a oltre il 72% della popolazione. Le persone passano quasi due ore al giorno sui social.
E non ci sono solo gli utenti: anche le imprese si sono buttate. Secondo Confartigianato, oltre il 55% delle piccole imprese italiane utilizza almeno un social media, in crescita costante dal 2019.
Nel frattempo, gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano spiegano che il social media manager è una delle figure chiave delle nuove professioni digitali: gestisce i profili social dell’organizzazione, crea e pubblica contenuti, gestisce commenti e messaggi, analizza le performance e ottimizza le strategie. Insomma: non è “quello che mette i post”. È una figura strategica, richiesta dalle imprese che vogliono farsi vedere, generare contatti, aumentare vendite.
Ma c’è un problema:se tutto questo traffico arriva su un sito fatto male, hai solo pagato un biglietto per portare la gente davanti a una vetrina rotta.
Quando il social media manager lavora bene… e il sito ammazza il risultato
Gli annunci “cerco social media manager” esplodono ovunque, ma spesso manca un pezzo del ragionamento.
Il social media manager, se è bravo, ti porta:
visibilità (reach, impression, visite al profilo);
traffico verso sito, landing, form, e-commerce;
interazioni (commenti, DM, salvataggi, condivisioni).
Però non decide:
com’è strutturato il tuo sito;
quanto è veloce da mobile;
quanto sono chiari i testi;
se la pagina di contatto è usabile;
se il carrello dell’eCommerce è semplice o un incubo.
Qui entra in campo il web designer: la persona che deve trasformare quel traffico in esperienza, e l’esperienza in conversioni (richieste, vendite, iscrizioni alla newsletter, prenotazioni, quello che ti serve).

Il contesto: social ovunque, competenze digitali non pervenute
Dati alla mano: in Italia la trasformazione digitale è in corsa, ma non tutti sanno cosa stanno facendo.
I report Digital 2024 per l’Italia confermano una penetrazione digitale alta (oltre l’87% di utenti Internet) e un uso massiccio dei social.
Le imprese però faticano ancora sulle competenze digitali: Unioncamere, nel rapporto 2024 sulle competenze digitali, evidenzia che moltissime aziende fanno fatica a trovare figure qualificate e a usare in modo avanzato gli strumenti online.
Tradotto: tutti sono online, pochi sanno davvero come starci. E questo si vede soprattutto nella coppia social + sito:
social curati (foto decenti, copy passabili, qualche campagna);
sito vecchio, confuso, non responsive, fuori norma rispetto all’accessibilità.
Il problema non è “avere o meno i social”. Il problema è pensare che bastino.
Il ruolo del social media manager (vero, non quello finto)
Prima di arrivare al web designer, facciamo chiarezza sul social media manager, quello vero.
Un social media manager:
definisce strategia (obiettivi, target, piattaforme, tono di voce);
crea contenuti (post, reel, stories, video brevi, caroselli, testi);
pianifica e gestisce campagne ADV (Meta Ads, TikTok Ads, LinkedIn Ads, ecc.);
monitora metriche (copertura, click, conversioni, costo per risultato);
risponde a commenti e messaggi, fa community management;
riferisce dati e report all’azienda, proponendo correzioni di rotta.
Non è un grafico, non è un copy puro, non è un videomaker, ma orchestra tutto questo.Ha bisogno di una destinazione digitale degna dove portare l’utente: il sito, la landing, l’area riservata.
Ed è lì che entra il web designer.
Cerco social media manager, ma senza web designer sto buttando via clic
Il web designer è quello che prende il tuo “mondo social” e lo collega a un ecosistema digitale coerente:
sito web;
landing page per campagne specifiche;
pagine di vendita;
blog, risorse scaricabili, form di contatto.
Il suo mestiere, per bene, comprende:
Architettura dell’informazione: Decide come sono organizzati:
menu e sottomenu;
categorie e tag;
percorsi principali (es. da Instagram → landing → form → thank you page).
UX (User Experience): Studia il comportamento dell’utente:
cosa deve vedere per primo appena arriva;
quanti click deve fare per raggiungere ciò che il social media manager gli ha promesso;
dove rischia di perdersi o annoiarsi.
UI (User Interface): Cura tutto ciò che si vede:
layout delle pagine;
scelta di font, colori, stile;
pulsanti, card, elementi grafici coerenti con il brand e con i social.
Responsive design: Sa che la maggior parte del traffico arriva da mobile, soprattutto da social. Quindi progetta il sito prima per smartphone e solo dopo per il resto.
Accessibilità: Segue le linee guida WCAG del W3C: contrasto leggibile, testi alternativi alle immagini, struttura chiara, navigazione da tastiera. Non è finezza estetica: è inclusione e, sempre più spesso, requisito normativo.
Performance: Pagine veloci, immagini ottimizzate, codice pulito. Se un utente arriva da una story sponsorizzata e la pagina ci mette 5 secondi a caricarsi, è perso.

Cerco social media manager ma mi serve anche un web designer
Cerco social media manager: è la frase che scrivi quando pensi “ok, mi serve qualcuno che mi porti persone sui social e poi sul sito”. Perfetto. Ma se il sito non è stato progettato da un web designer con un minimo di criterio:
le persone arrivano ma non trovano ciò che hanno visto nel post;
tornano indietro in due secondi (bounce a manetta);
tu ti convinci che “i social non funzionano”.
In realtà, funzionano eccome. È il ponte finale – il sito – che non regge. Un web designer che lavora bene con il social media manager:
costruisce landing page dedicate per le campagne;
allinea grafica e tono tra social e sito (stessa vibra, niente schizofrenia visiva);
riduce al minimo gli step tra click e azione (richiesta, acquisto, prenotazione).
Inizio del paragrafo, problema di mindset
Cerco social media manager, ma in realtà dovresti dire: “cerco qualcuno che mi aiuti a costruire un sistema digitale che lavori mentre io faccio altro”.Perché oggi il gioco è questo:
il social media manager fa in modo che le persone ti scoprano;
il web designer fa in modo che, una volta scoperto, tu non li perda per strada.
Le ricerche sulla trasformazione digitale delle PMI italiane mostrano chiaramente che le aziende che integrano meglio questi pezzi – presenza online, sito ben progettato, uso strutturato dei social – sono quelle che crescono di più.
Non basta aprire un profilo e buttare soldi in sponsorizzate:se la destinazione non è all’altezza, ogni click è un euro che scivola via.
Cosa chiedere quando valuti un social media manager
Quando pubblichi “cerco social media manager”, prova a usare questi filtri:
Chiedi esempi di campagne con landing dedicate: Non solo post carini: voglio vedere dove mandavi le persone, come era strutturata la pagina, che risultati ha portato.
Chiedi se ha già lavorato con web designer: Chi ha esperienza seria sa che serve un sito/landing pensato davvero, non una pagina a caso.
Chiedi come misura il successo: Solo like e follower? O guarda anche:
conversioni sul sito;
richieste di contatto;
vendite;
crescita della lista newsletter?
Chiedi come si coordina col reparto “sito”: Anche se quel reparto sei tu e un freelance che ti cura il web design. Se la risposta è “mah, io faccio i contenuti, del sito non mi occupo”, occhio.
Cosa chiedere al web designer (per non trattarlo come un grafico qualsiasi)
Allo stesso modo, quando cerchi un web designer:
chiedigli se ha mai progettato landing page per campagne social;
fatti spiegare come pensa la versione mobile rispetto a quella desktop;
chiedi se conosce almeno le basi delle linee guida WCAG e perché sono importanti anche per piccoli business;
chiedi se è abituato a lavorare con dati: tassi di conversione, percentuali di click, mappe di calore, ecc.
Un web designer che “capisce i social” è oro: sa che il traffico non è tutto uguale, sa che chi arriva da un reel è più “freddo” di chi ti cerca su Google, e adatta le pagine di conseguenza.

Social media + sito: perché è una coppia di fatto, non due mondi separati
Alla fine, il punto è semplice:
i social sono il luogo in cui ti scoprono;
il sito è il luogo in cui ti scelgono.
Separare le due cose è un errore di prospettiva. I dati sulle imprese italiane lo confermano: chi investe in modo organico sulla trasformazione digitale, integrando competenze diverse (marketing, comunicazione, design, sviluppo), ha più probabilità di crescere rispetto a chi procede a colpi di improvvisazione.
Quindi sì, scrivi pure “cerco social media manager”. Ma aggiungi mentalmente una nota: “e mi serve un web designer con cui possa parlare, progettare, litigare sulle virgole del layout e poi far pace guardando le conversioni che salgono”.
Perché se i social media sono la piazza, il web è la casa. E nessuno si ferma volentieri in una casa dove le porte non si aprono, le stanze non hanno luce e il pavimento scricchiola al primo passo.





